“Devi fare ogni giorno una cosa che ti spaventa.”
Eleanor Roosevelt
Agosto 2001.
Una valigia.
Tanta curiosità.
E un biglietto per gli Stati Uniti.
Ero partita grazie a una borsa di studio per la pallavolo.
Un college in Virginia.
Vicino Washington DC.
Per me era tutto:
sport, studio, futuro.
Un sogno enorme.
Metà entusiasmo.
Metà paura.
Stavo andando lontano da casa
per crescere,
per imparare,
per capire chi potevo diventare.
Poi, un mese dopo…
il mondo si è fermato.
Settembre.
Le Torri Gemelle.
Il Pentagono.
Un’America ferita.
Silenziosa.
Incredula.
E io ero lì.
Ricordo il silenzio.
Ricordo gli sguardi.
Ricordo la sensazione di essere lontana da casa…
ma dentro qualcosa di più grande di me.
In quei giorni ho capito una cosa che non mi ha più lasciata:
non esiste il momento perfetto per partire.
La vita accade.
La storia accade.
Le difficoltà accadono.
Ma noi possiamo comunque scegliere di crescere.
Oggi il mondo è diverso.
Nuove paure.
Nuove incertezze.
E spesso sento dire:
“Non è il periodo giusto.”
Ma la verità?
Non è mai stato semplice.
Non lo era nel 2001.
Non lo è oggi.
E forse non lo sarà mai.
Eppure…
sono proprio i momenti difficili che ci trasformano di più.
Partire mi ha insegnato resilienza.
Adattabilità.
Coraggio.
Mi ha insegnato a sentirmi a casa nel mondo.
Perché quando vivi un’esperienza così
non torni mai la stessa persona.
Torni più forte.
E se oggi qualcuno mi chiede
“Vale la pena partire anche se il momento non è perfetto?”
Io sorrido.
Perché il momento perfetto non esiste.
Esiste solo il coraggio di fare il primo passo.
E spesso è proprio lì
che trovi il tuo equilibrio.
Il tuo balance.
